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mercoledì 21 ottobre 2026

Come ti senti?
9 domande per fare il punto sul tuo umore

Ti senti giù, hai meno energia o hai perso interesse per ciò che prima ti piaceva?

Fermarti ad ascoltare come stai può essere un primo passo. Il PHQ-9 è un questionario di nove domande sui sintomi depressivi nelle ultime due settimane. Al termine troverai il punteggio, il suo significato e un’indicazione su come muoverti.

Un aiuto per orientarti, non una diagnosi. La tristezza può far parte della vita e non coincide necessariamente con una depressione. Il risultato va interpretato insieme alla tua storia e alle difficoltà che stai vivendo. Questa pagina è rivolta agli adulti.

Come compilare il test

Per ogni domanda scegli una sola risposta, pensando alle ultime due settimane. Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Rispondi a tutte le nove domande per ottenere un risultato.

Il calcolo avviene sul tuo dispositivo. Questo questionario non invia le risposte al Moscati e non le salva in un archivio. Il risultato non viene letto o monitorato da un professionista.

Il tuo PHQ-9

Nelle ultime 2 settimane, con quale frequenza le ha dato fastidio ciascuno dei seguenti problemi?

Se il pulsante di calcolo non compare, il calcolo automatico non è disponibile: puoi usare i punteggi e la tabella riportati sotto o parlarne con il tuo medico.
1. Scarso interesse o piacere nel fare le cose
2. Sentirsi giù, triste o disperato/a
3. Problemi ad addormentarsi o a dormire tutta la notte senza svegliarsi, o a dormire troppo
4. Sentirsi stanco/a o avere poca energia
5. Scarso appetito o mangiare troppo
6. Avere una scarsa opinione di sé, o sentirsi un/una fallito/a o aver deluso se stesso/a o i propri familiari
7. Difficoltà a concentrarsi su qualcosa, per esempio leggere il giornale o guardare la televisione
8. Muoversi o parlare così lentamente da poter essere notato/a da altre persone. O, al contrario, essere così irrequieto/a da muoversi molto più del solito
9. Pensare che sarebbe meglio morire o farsi del male in un modo o nell’altro
L’impatto sulla vita quotidiana

Se ha indicato uno o più problemi, quanto questi problemi le hanno reso difficile fare il suo lavoro, occuparsi delle sue cose a casa o avere buoni rapporti con gli altri?

Questa risposta non aggiunge punti: aiuta a capire quanto i sintomi interferiscono con la vita quotidiana. È facoltativa.

Come leggere il punteggio

Ogni risposta vale da 0 a 3 punti: Mai = 0; Alcuni giorni = 1; Per più della metà dei giorni = 2; Quasi ogni giorno = 3. La somma delle nove risposte va da 0 a 27.

PuntiIntensità dei sintomi
0–4Assenti o minimi
5–9Lievi
10–14Moderati
15–19Moderatamente gravi
20–27Gravi

Il punteggio non è una percentuale di depressione. Da 10 punti in su è indicato un approfondimento clinico. Anche con un punteggio basso, chiedi aiuto se il disagio persiste, peggiora o ostacola la tua vita. Una risposta diversa da “Mai” alla domanda 9 richiede un confronto tempestivo con un professionista, indipendentemente dalla somma.

Sonno, stanchezza e appetito possono risentire anche di condizioni fisiche o farmaci: il colloquio medico aiuta a distinguere le possibili cause. Il risultato non indica da solo quale trattamento scegliere. Non iniziare, sospendere o modificare una terapia sulla base del test.

Vuoi parlarne con uno specialista?

Puoi rivolgerti al tuo medico di famiglia oppure contattare il Centro medico specialistico Moscati per informazioni e prenotazioni.

Chiama il Moscati · 0963 591976

Via P. De Maria 46/a
89900 Vibo Valentia

Il numero del centro è per informazioni e prenotazioni; non è un servizio di emergenza.

Fonti e riferimenti

  1. Kroenke K, Spitzer RL, Williams JBW. The PHQ-9: Validity of a Brief Depression Severity Measure. Journal of General Internal Medicine. 2001;16:606–613. Studio di validazione.
  2. PHQ-9, versione italiana – MDM Portal, derivata da PHQ Screeners. La domanda sull’impatto è presentata separatamente e non entra nel punteggio.
  3. University of Washington, National HIV Curriculum. PHQ-9: punteggio, interpretazione e approfondimento della domanda 9.

PHQ-9 sviluppato da Robert L. Spitzer, Janet B.W. Williams, Kurt Kroenke e colleghi, con un finanziamento di Pfizer. Non è richiesto un permesso per riproduzione, traduzione, visualizzazione o distribuzione dello strumento. I testi introduttivi e di accompagnamento al risultato sono divulgativi. Aggiornamento: ottobre 2026.

Meno farmaci antidepressivi in Calabria: siamo davvero più felici?

 


Perché i calabresi, pur vivendo in una delle regioni economicamente più svantaggiate d’Italia, usano meno farmaci antidepressivi dei cittadini della maggior parte delle regioni del Nord? Forse perché sono più felici?

È una domanda provocatoria, ma merita una risposta seria. Il consumo di antidepressivi non è una misura della felicità o dell’infelicità e, da solo, non ci dice quante persone soffrano di depressione. Per interpretarlo dobbiamo considerare anche il riconoscimento della malattia, l’accesso alle cure e la continuità dei trattamenti.

Che cosa dicono i numeri

Partiamo dai numeri. Nel rapporto nazionale AIFA OsMed relativo al 2024, il consumo di antidepressivi in Calabria è di 43,7 dosi standard ogni mille abitanti al giorno, contro 48,5 in Italia e 51,8 nel Nord. La Calabria presenta quindi un consumo inferiore di circa il 10% al valore nazionale. Le dosi standard, chiamate DDD, servono a confrontare i consumi: non rappresentano la percentuale di persone depresse. [1]

L’indagine del Sole 24 Ore, nell’edizione 2026 aggiornata il 29 giugno, permette invece di osservare le province. Per gli antidepressivi, sui dati di vendita del 2025, Catanzaro occupa il 38º posto e Vibo Valentia il 55º, in una graduatoria che colloca ai primi posti i territori con minore consumo. I valori sono rispettivamente 18,6 e 20 unità minime farmacologiche vendute per abitante. Una posizione migliore in questa classifica non dimostra automaticamente una migliore salute mentale. [2]

Lo svantaggio sociale e l’accesso alle cure

Il possibile paradosso emerge nell’Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci, pubblicato dall’AIFA nel 2021, con dati sui consumi del 2018. A livello nazionale, le persone residenti nelle aree più svantaggiate consumavano meno antidepressivi rispetto a quelle delle aree meno svantaggiate, benché la depressione sia associata anche alle difficoltà socioeconomiche.

Gli autori avanzano una possibile spiegazione: nelle fasce meno svantaggiate potrebbero esserci una maggiore consapevolezza della malattia e un accesso più agevole alle cure specialistiche. Segnalano anche differenze nelle abitudini prescrittive e nel riconoscimento dei disturbi. Sono ipotesi interpretative, non cause dimostrate.

Nella classificazione territoriale utilizzata dall’Atlante, basata sul censimento del 2011, oltre il 91% della popolazione calabrese viveva in comuni appartenenti al terzile più deprivato, cioè al gruppo di territori con maggiore svantaggio sociale. Questo dato descrive il contesto di residenza: non significa che ogni singolo abitante fosse povero.

Lo stesso studio rilevava consumi quasi doppi nelle donne e una continuità delle terapie problematica: meno della metà dei nuovi utilizzatori risultava aderente al trattamento e circa tre su dieci risultavano ancora in trattamento dopo un anno. Sono risultati storici, da non presentare come una fotografia attuale. [3]

Quanto è diffusa la depressione in Calabria?

La scheda regionale della sorveglianza PASSI 2023–2024, basata su 1.674 interviste, indica che quasi il 3% degli adulti intervistati riferisce sintomi depressivi. È una stima dei sintomi rilevati con un questionario, non della totalità delle diagnosi cliniche e nemmeno dei nuovi casi annuali.

La stessa indagine mostra che questi sintomi sono più frequenti tra le persone con difficoltà economiche, bassa istruzione, lavoro non regolare e patologie croniche.

Il 32% delle persone con sintomi depressivi non chiede aiuto a nessuno.

Chi riferisce questi sintomi segnala inoltre quasi undici giorni di cattiva salute psicologica nel mese precedente l’intervista. Dietro una percentuale apparentemente contenuta può quindi esserci una sofferenza importante. [4]

Gli specialisti: forti differenze tra province

C’è poi il tema dell’offerta sanitaria. Nell’indagine Sole 24 Ore 2026, l’indicatore sui medici specialisti, basato su dati Istat del 2023, colloca Vibo Valentia al 105º posto, tra le ultime province, con 20,9 specialisti ogni diecimila abitanti. Crotone è al 94º posto, Cosenza al 72º e Reggio Calabria al 60º. Catanzaro, invece, è al 6º posto, con 49,2 specialisti ogni diecimila abitanti. [2]

Sono differenze territoriali rilevanti. Ma l’indicatore comprende tutte le specialità: non misura specificamente la disponibilità di psichiatri, né i tempi di attesa o l’accessibilità effettiva delle cure per la depressione. Il quadro suggerisce di approfondire se le difficoltà di accesso alle cure possano contribuire al minor consumo di antidepressivi; questi dati, da soli, non dimostrano tale rapporto.

La domanda da porci

Siamo dunque più felici? Questi dati non permettono di affermarlo. Permettono però di porre una domanda più utile:

Chi soffre di depressione in Calabria riesce a riconoscere il problema, chiedere aiuto e ricevere cure adeguate?

L’obiettivo non dovrebbe essere consumare più farmaci o scalarne una classifica. Dovrebbe essere garantire a ogni persona una valutazione tempestiva, il trattamento appropriato e un’assistenza continuativa. Solo così un minor consumo potrà essere interpretato alla luce dei bisogni reali, senza scambiare una sofferenza poco riconosciuta per benessere.

Riferimenti bibliografici

  1. Agenzia Italiana del Farmaco, Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali. L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto nazionale anno 2024. Roma: AIFA, 2025. Tabella 3.6.2c, p. 554: consumi regionali di antidepressivi. Rapporto completo (PDF).
  2. Il Sole 24 Ore – Lab24. Qualità della vita delle generazioni: anziani, edizione 2026. Indicatore «Farmaci antidepressivi», fonte IQVIA, dati 2025; indicatore «Medici specialisti», fonte Istat, dati 2023. Per gli antidepressivi è utilizzata la versione corretta il 29 giugno 2026. Indagine e classifiche interattive.
  3. Agenzia Italiana del Farmaco. Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche. Roma: AIFA, 2021. Tabella 2 e capitolo sulla depressione, tabelle 5.1–5.2. Consumi 2018; indice di deprivazione basato sul censimento 2011. Atlante completo (PDF).
  4. Gruppo di Coordinamento Sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento – Regione Calabria. La depressione in Calabria: i dati del sistema di sorveglianza PASSI 2023–2024. Scheda pubblicata su EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità, 2026. Scheda regionale (PDF).

Fonti consultate il 21 ottobre 2026. Gli anni di riferimento dei dati sono indicati nel testo e possono differire dall’anno di pubblicazione.


Posti letto ospedalieri: Confronto con Emilia Romagna



 



Secondo il confronto da noi elaborato sui dati del Ministero della Salute disponibili al 1° gennaio 2023, risultavano 3,69 posti letto di degenza ordinaria ogni mille abitanti in Emilia-Romagna e 1,63 nella provincia di Vibo Valentia: una differenza di circa il 56%. 

Dietro quei numeri ci sono persone che aspettano, familiari che si spostano, anziani fragili e professionisti chiamati a sostenere servizi in difficoltà. Questi effetti sono documentati attraverso dati su tempi di attesa, ricoveri, trasferimenti e mobilità sanitaria.

Ai cittadini spetta una scelta: continuare a considerare inevitabile questa distanza oppure organizzarsi per ottenere risposte. 

Essere calabresi non dovrebbe significare avere meno accesso alle cure. Essere vibonesi non dovrebbe significare doversi rassegnare.

F. Mellea — Medicina e Territorio