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domenica 15 dicembre 2013

Pronte a partire sei UCCP nell’ASP di Catanzaro

Dopo una gestazione di nove mesi stanno per nascere sei UCCP (Unità Complesse di Cure Primarie) nell’ASP di Catanzaro. 

La Regione Calabria nella delibera 255 del 17 giugno 2011 aveva messo fra gli obiettivi del Piano Sanitario la riorganizzazione delle cure primarie e lo sviluppo della medicina associativa prevedendo, in via sperimentale, la costituzione delle unità di assistenza primaria. Nell’aprile 2013 l’Asp di Catanzaro recepiva tale delibera ed istituiva un gruppo di lavoro costituito dal direttore del distretto di Catanzaro 
Lido, dr Maurizio Rocca, dalla responsabile della Continuità Assistenziale dott.ssa Rosaria Grasso e dai rappresentanti sindacali dei MMG: dr Gennaro De Nardo (FIMMG), dr Maurizio Cipolla (Sumai), dr Ercole Mercuri (SMI) per definire i requisiti delle U.C.C.P. e la scheda economica relativa alla remunerazione (delibera 375 del 17/04/2013). La delibera specificava la volontà dell’ASP della prosecuzione dell’esperienza positiva già avviata dallo Studio Michelangelo di Lamezia Terme (responsabile dr Ercole Mercuri) e che i requisiti delle UCCP dovessero essere simili a quelli già utilizzate dallo Studio Michelangelo. 

Nel luglio veniva approvata la delibera 570 che specificava lo standard a cui dovevano attenersi le UCCP:

-sede unica (con possibilità di una sede periferica);

- due studi per le attività ordinarie, uno studio per gli ambulatori di patologia, uno studio per i codici bianchi/continuità assistenziale;

- dotazione tecnologica: oltre agli strumenti per lo standard di studio B è necessario poter disporre di un Elettrocardiografo, un Holter pressorio, 

uno Spirometro, un ecografo multidisciplinare e sistemi per garantire la telemedicina;

- collaboratori di studio per garantire almeno 8 ore al giorno da lunedì a venerdì;

- infermieri professionali per garantire 70 ore settimana o 168 ore a secondo del numero di pazienti afferenti all’UCCP.

Le UCCP devono prestare assistenza 24 ore al giorno; durante le ore diurne garantiscono il servizio i MMG ed i MCA, durante le ore notturne i MCA e il personale infermieristico.I MMG devono istituire degli ambulatori di patologia dedicati alla cura del Diabete, BPCO, Ipertensione arteriosa.

Nella sede dell’UCCP operano nelle ore diurne i MCA che collaborano con i MMG per i cosiddetti “codici bianchi” e gli specialisti ambulatoriali dell’ASP (cardiologi, pneumologi, geriatri e neurologi).

Gli obiettivi prioritari che devono perseguire le UCCP sono costituiti da:

- Riduzione degli accessi in P.S.;

- Riduzione dei ricoveri per riacutizzazione di patologie croniche (Diabete, BPCO, Ipertensione)

- Attivazione degli ambulatori dedicati alle suddette patologie croniche;

- Adesione ai progetti di prevenzione.

La remunerazione sarà costituita da una parte fissa pari al 70% calcolata in base alla differenza fra gli incentivi che percepiscono i medici e gli incentivi previsti per le UCCP in base ad una tabella concordata fra ASP e rappresentanti dei sindacali dei MMG ed una parte variabile, pari al 30% dell’intero importo, che verrà acquisita solo se verranno raggiunti gli obiettivi previsti.

Il 2 settembre veniva approvata la delibera 753 che approvava i progetti relativi alle UCCP di Catanzaro Città (coordinatore dr De Nardo), Catanzaro Lido (coordinatore dr Cipolla), Borgia (coordinatore dr Scuteri). 

Il 1° ottobre veniva approvata la delibera 760 che approvava anche i progetti delle UCCP di Soverato (dr Milano), del Reventino (dr Esposito) e calcolava la remunerazione all’UCCP “capofila” di Lamezia Terme (dr Mercuri).

Infine il 10 dicembre veniva approvata la delibera 933 che correggevaalcune criticità delle delibere precedenti e rimodulava il finanziamento degli “Obiettivi di Piano”. 

Le sei UCCP costituiscono un progetto ambizioso per l’ASP di Catanzaro: sono coinvolti 66 MMG, 25 MMG, 24 specialisti ambulatoriali, 74.500 pazienti.

 L’ASP dal punto di vista economico investe quasi 2 milioni di euro per le società che gestiranno le UCCP, 320.000 euro per i MCA; se il progetto“funziona” il risparmio economico per l’ASP sarà decisamente superiore a quanto speso.

Nei prossimi giorni verrà firmato il contratto fra ASP e i rappresentanti delle società che gestiranno le UCCP; alcune UCCP stanno già operando (Catanzaro Lido è di fatto attiva da luglio, Catanzaro Città da alcune settimane), entro fine dicembre/inizio gennaio dovrebbero iniziare le attività di cura e prevenzione nelle altre quattro sedi.


Dr Antonio Scuteri 

 MMG Coordinatore UCCP Borgia

addendum
il 16 dicembre 2013i   funzionari dell'ASP  ed i coordinatori hanno firmato l'accordo per la nascita delle sei UCCP, giovedì mattina  19 dicembre nella sede della Provincia a Catanzaro ci sarà la conferenza la stampa e Gerardo Mancuso controfirmerà l'accordo.



Nella foto Cipolla firma l'accordo, accanto Mercuri e dietro De Nardo

giovedì 12 dicembre 2013

Il MMG e gli stili di vita: un binomio imprescindibile
Le riflessioni di Antonio Pio D'Ingianna


Gli stili di vita salutari, ed i relativi programmi di promozione, stanno diventando sempre più  attuali, non solo per migliorare la qualità della vita e ridurre la morbilità e mortalità legata alle varie  malattie, ma anche per ridurre i costi, diretti ed indiretti, e rendere sostenibile, economicamente, nei  prossimi anni, il nostro SSN.

La letteratura scientifica è ricca di esempi in tal senso, riguardanti sia la prevenzione primaria che secondaria, spesso, purtroppo, non trasferibili e, quindi, ripetibili nelle nostre “realtà”, che si  diversificano per storia, opportunità, economia, etc.
Lavorare sulla popolazione reale è diverso che immaginare un programma di modifica degli stili  di vita in una popolazione ideale: anche il semplice cambiamento di “quartiere”, passando da uno più povero ad uno meno povero, “può ridurre l’incidenza di obesità e diabete, più che ogni raccomandazione, uso di farmaci o altre varie elucubrazioni”.

La ricerca clinica/cattedratica, anche negli USA, si sta rendendo conto che bisogna “integrarla all'interno del sistema sanitario di riferimento, in modo che la generazione di prove diventi parte integrante della cultura della pratica clinica” (1): è necessario cambiare completamente lo schema di pensiero, passare da una logica di “algoritmo”, anonimo, valido per tutto/tutti ed in ogni luogo, a quella “della persona”, con la sua storia, le sue possibilità, il suo vissuto; passare da una strategia di intervento “generico” ed omnicomprensivo sulla popolazione, ad una formulazione di progetti, magari anche ridotti e semplificati, ma che vadano bene per quella particolare popolazione.La nostra attività di intervento deve essere flessibile, modificabile, adattabile, condivisa da ogni singolo cittadino della nostra popolazione, nella libertà.

Lo studio Rischio e Prevenzione (coinvolti 860 MMG distribuiti in 57 Aziende Sanitarie Locali e inclusi 12.513 pazienti in una coorte prospettica che è stata seguita per un tempo mediano di 3,9 anni) ha dimostrato che il singolo MMG, nella quotidianità di vita ed assistenziale della “sua popolazione” di assisti, adottando due semplici strumenti per una normale “gestione informata” del rischio - una check-list degli obiettivi dei quali deve essere cosciente per garantire una qualità assistenziale responsabile, ed un questionario sulle abitudini alimentari e sull’attività fisica – è in grado di far spostare un certo numero di pazienti/cittadini, da uno score più basso ad uno più alto, riducendo sia la morbilità per malattie ed eventi CV, ma, soprattutto, il tasso di mortalità dei suoi assistiti (2). E’ chiaro che l’evidenza prodotta da questo studio si presenta come una “provocazione”: non propone schemi e metodi “nuovi” ma una “cultura” da praticare e condividere, in un progetto di autonomia personale. Gli stili di vita devono accompagnare tutta la vita, del singolo assistito: ecco, come diventa sempre più “evidente”, l’importanza del rapporto fiduciario tra cittadino/medico di famiglia. Il MMG conosce bene le criticità dell’ambiente in cui lavora, le potenzialità del singolo, della famiglia e della Comunità, e diventa, di conseguenza, il riferimento delle attività socio-
sanitarie del proprio paese, il coordinatore naturale di un team di opinions leaders che organizzino un progetto di prevenzione e sugli stili di vita costruito “ su misura” per la propria popolazione.: Un Comune- Un Progetto di Prevenzione.

Per “ottimizzare la gestione clinica bisogna investire nell’attenzione alle persone e alla loro storia. Il fallimento di modelli cui obbedire è una opportunità per diversificarsi, non un invito a ritentare le stesse strade”: bisogna sperimentare sulla concretezza dei bisogni delle popolazioni reali (3).E, quindi, se è vero che gli stili di vita sani riducono la spesa sanitaria con grande beneficio per l’intero Paese, allora anche il rapporto fiduciario e l’organizzazione di lavoro autonomo, libero-professionale del/i MMG devono essere considerati fondamentali per sostenere, anche economicamente, il SSN.

Questa “centralità” del MMG, sempre dichiarata e, spesso, mal sostenuta, è dimostrata, però, quotidianamente, dalle varie attività e dai relativi risultati raggiunti, come, per esempio, anche nel campo dell’informatizzazione (ricettazione; certificazione online; sistema TS; etc.), con grandi risparmi, in termini economici, da parte dello Stato (l’ex ministro Brunetta portava a suo vanto, il risparmio di quasi 2 miliardi di euro!), e con relativa creazione di una rete che rende più moderno l’intero sistema (oltre che controllabile: ma il MMG non si è mai sottratto anche a verifiche di ogni genere!).Cosa dire degli screening sui tumori? I programmi basati sulla popolazione e sull’invito con lettera e partecipazione del proprio medico di famiglia sono più efficaci degli screening spontanei (4) (5) (6); nessun progetto di gestione delle malattie croniche e/o delle fragilità, delle dipendenze e dei comportamenti a rischio, della sicurezza dei farmaci e della farmacovigilanza, della protezione civile delle persone fragili, e tanto altro ancora, può fare a meno del medico di famiglia, che continua ad essere la figura sanitaria più amata dagli italiani e con il minore tasso di conflitto legale con i propri assistiti.

Come concludere?

Rifondare la Medicina Generale Italiana parte comunque da 2 elementi fondamentali e indiscutibili: la libera professione e il rapporto fiduciario con il cittadino. Il nostro tempo richiede forme organizzative certamente più moderne e pronte a gestire la complessità delle malattie ma niente potrà sostituire quel singolo medico di famiglia, di quel piccolo Comune d’Italia, che, da sempre, è il baluardo del SSN e l’esempio, concreto, di come uno Stato moderno, responsabile e solidale sappia stare vicino ai propri cittadini, garantendo quel diritto alla salute sancito costituzionalmente.

Bibliografia

 1. Califf RM, Harrington RA. American industry and the U.S. Cardiovascular Clinical Research

Enterprise an appropriate analogy? J Am Coll Cardiol 2011; 58:677-80

 2. M.G Silletta, A.P. D’Ingianna et al: Stile di vita vs salute e rischi cardiovascolari: all’ascolto

dei risultati dello studio “Rischio e Prevenzione” . Informazione sui Farmaci 2011: 35, n.4

3. G. Tognoni: Appunti per vivere- ragionevolmente?- tempi irragionevoli. Editoriale Informazione

sui Farmaci 2011: 35, n.4

 4. Ferroni E, Camilloni L, et al.: Methods to increase participation Working Group.: How to

increase uptake in oncologic screening: a systematic review of studies comparing population-based

screening programs and spontaneous access. Prev Med. 2012 Dec;55(6):587-96.

5. Ceccarelli P, et al. Colorectal cancer screening and the general practitioner. Congresso

Nazionale Malattie Digestive 2004

6. Rapporto Nazionale PASSI 2012