mercoledì 21 ottobre 2026

Meno antidepressivi in Calabria: siamo davvero più felici?

 


Perché i calabresi, pur vivendo in una delle regioni economicamente più svantaggiate d’Italia, usano meno farmaci antidepressivi dei cittadini della maggior parte delle regioni del Nord? Forse perché sono più felici?

È una domanda provocatoria, ma merita una risposta seria. Il consumo di antidepressivi non è una misura della felicità o dell’infelicità e, da solo, non ci dice quante persone soffrano di depressione. Per interpretarlo dobbiamo considerare anche il riconoscimento della malattia, l’accesso alle cure e la continuità dei trattamenti.

Che cosa dicono i numeri

Partiamo dai numeri. Nel rapporto nazionale AIFA OsMed relativo al 2024, il consumo di antidepressivi in Calabria è di 43,7 dosi standard ogni mille abitanti al giorno, contro 48,5 in Italia e 51,8 nel Nord. La Calabria presenta quindi un consumo inferiore di circa il 10% al valore nazionale. Le dosi standard, chiamate DDD, servono a confrontare i consumi: non rappresentano la percentuale di persone depresse. [1]

L’indagine del Sole 24 Ore, nell’edizione 2026 aggiornata il 29 giugno, permette invece di osservare le province. Per gli antidepressivi, sui dati di vendita del 2025, Catanzaro occupa il 38º posto e Vibo Valentia il 55º, in una graduatoria che colloca ai primi posti i territori con minore consumo. I valori sono rispettivamente 18,6 e 20 unità minime farmacologiche vendute per abitante. Una posizione migliore in questa classifica non dimostra automaticamente una migliore salute mentale. [2]

Lo svantaggio sociale e l’accesso alle cure

Il possibile paradosso emerge nell’Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci, pubblicato dall’AIFA nel 2021, con dati sui consumi del 2018. A livello nazionale, le persone residenti nelle aree più svantaggiate consumavano meno antidepressivi rispetto a quelle delle aree meno svantaggiate, benché la depressione sia associata anche alle difficoltà socioeconomiche.

Gli autori avanzano una possibile spiegazione: nelle fasce meno svantaggiate potrebbero esserci una maggiore consapevolezza della malattia e un accesso più agevole alle cure specialistiche. Segnalano anche differenze nelle abitudini prescrittive e nel riconoscimento dei disturbi. Sono ipotesi interpretative, non cause dimostrate.

Nella classificazione territoriale utilizzata dall’Atlante, basata sul censimento del 2011, oltre il 91% della popolazione calabrese viveva in comuni appartenenti al terzile più deprivato, cioè al gruppo di territori con maggiore svantaggio sociale. Questo dato descrive il contesto di residenza: non significa che ogni singolo abitante fosse povero.

Lo stesso studio rilevava consumi quasi doppi nelle donne e una continuità delle terapie problematica: meno della metà dei nuovi utilizzatori risultava aderente al trattamento e circa tre su dieci risultavano ancora in trattamento dopo un anno. Sono risultati storici, da non presentare come una fotografia attuale. [3]

Quanto è diffusa la depressione in Calabria?

La scheda regionale della sorveglianza PASSI 2023–2024, basata su 1.674 interviste, indica che quasi il 3% degli adulti intervistati riferisce sintomi depressivi. È una stima dei sintomi rilevati con un questionario, non della totalità delle diagnosi cliniche e nemmeno dei nuovi casi annuali.

La stessa indagine mostra che questi sintomi sono più frequenti tra le persone con difficoltà economiche, bassa istruzione, lavoro non regolare e patologie croniche.

Il 32% delle persone con sintomi depressivi non chiede aiuto a nessuno.

Chi riferisce questi sintomi segnala inoltre quasi undici giorni di cattiva salute psicologica nel mese precedente l’intervista. Dietro una percentuale apparentemente contenuta può quindi esserci una sofferenza importante. [4]

Gli specialisti: forti differenze tra province

C’è poi il tema dell’offerta sanitaria. Nell’indagine Sole 24 Ore 2026, l’indicatore sui medici specialisti, basato su dati Istat del 2023, colloca Vibo Valentia al 105º posto, tra le ultime province, con 20,9 specialisti ogni diecimila abitanti. Crotone è al 94º posto, Cosenza al 72º e Reggio Calabria al 60º. Catanzaro, invece, è al 6º posto, con 49,2 specialisti ogni diecimila abitanti. [2]

Sono differenze territoriali rilevanti. Ma l’indicatore comprende tutte le specialità: non misura specificamente la disponibilità di psichiatri, né i tempi di attesa o l’accessibilità effettiva delle cure per la depressione. Il quadro suggerisce di approfondire se le difficoltà di accesso alle cure possano contribuire al minor consumo di antidepressivi; questi dati, da soli, non dimostrano tale rapporto.

La domanda da porci

Siamo dunque più felici? Questi dati non permettono di affermarlo. Permettono però di porre una domanda più utile:

Chi soffre di depressione in Calabria riesce a riconoscere il problema, chiedere aiuto e ricevere cure adeguate?

L’obiettivo non dovrebbe essere consumare più farmaci o scalarne una classifica. Dovrebbe essere garantire a ogni persona una valutazione tempestiva, il trattamento appropriato e un’assistenza continuativa. Solo così un minor consumo potrà essere interpretato alla luce dei bisogni reali, senza scambiare una sofferenza poco riconosciuta per benessere.

Riferimenti bibliografici

  1. Agenzia Italiana del Farmaco, Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali. L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto nazionale anno 2024. Roma: AIFA, 2025. Tabella 3.6.2c, p. 554: consumi regionali di antidepressivi. Rapporto completo (PDF).
  2. Il Sole 24 Ore – Lab24. Qualità della vita delle generazioni: anziani, edizione 2026. Indicatore «Farmaci antidepressivi», fonte IQVIA, dati 2025; indicatore «Medici specialisti», fonte Istat, dati 2023. Per gli antidepressivi è utilizzata la versione corretta il 29 giugno 2026. Indagine e classifiche interattive.
  3. Agenzia Italiana del Farmaco. Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche. Roma: AIFA, 2021. Tabella 2 e capitolo sulla depressione, tabelle 5.1–5.2. Consumi 2018; indice di deprivazione basato sul censimento 2011. Atlante completo (PDF).
  4. Gruppo di Coordinamento Sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento – Regione Calabria. La depressione in Calabria: i dati del sistema di sorveglianza PASSI 2023–2024. Scheda pubblicata su EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità, 2026. Scheda regionale (PDF).

Fonti consultate il 21 ottobre 2026. Gli anni di riferimento dei dati sono indicati nel testo e possono differire dall’anno di pubblicazione.


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