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giovedì 29 ottobre 2026

Tumore del colon: perché in Calabria così poche persone fanno prevenzione? Il caso Vibo Valentia

 


Prevenzione e sanità in Calabria — medicinaeterritorio.com

In Calabria, nel 2025, solo il 6,4% delle persone invitate ha aderito allo screening organizzato per il tumore del colon-retto. La media italiana è stata del 35,8%. Sono i dati dell'Osservatorio Nazionale Screening, che collocano la nostra Regione all'ultimo posto per adesione agli inviti. Un divario che solleva una domanda: perché un esame semplice e gratuito viene utilizzato così poco?

La risposta interessa anche Vibo Valentia. Qui i dati disponibili mostrano un problema di comunicazione e partecipazione che merita di essere compreso, senza confondere ciò che sappiamo con ciò che ancora non è stato misurato.

Uno screening che può fare la differenza

Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più frequenti, ma possiede una caratteristica che rende particolarmente utile lo screening: molti tumori si sviluppano lentamente, spesso a partire da polipi, e nelle fasi iniziali possono non dare alcun sintomo.

Il programma pubblico cerca di individuare la presenza di sangue non visibile nelle feci prima che la malattia si manifesti. Se il test risulta positivo, viene proposta una colonscopia, che permette di osservare il colon e, quando necessario, asportare i polipi. Secondo il Ministero della Salute, la partecipazione allo screening con ricerca del sangue occulto riduce la mortalità per tumore colorettale di almeno il 20%.

È quindi un errore pensare: «Sto bene, non ho disturbi intestinali, non ne ho bisogno». Lo screening è pensato proprio per chi sta bene.

Nel 2025, la Calabria è ultima per adesione agli inviti

SCREENING COLORETTALE · ADESIONE AGLI INVITI NEL 2025
Calabria 6,4%
Italia 35,8%
Fonte: Osservatorio Nazionale Screening, rapporto 2025. Le percentuali indicano la quota di persone che hanno aderito all'invito, non la copertura totale della popolazione.

L'Osservatorio Nazionale Screening rileva che nel 2025 hanno aderito all'invito al test del sangue occulto:

  • 6,4% in Calabria;
  • 35,8% nella media italiana;
  • 47,2% nelle Regioni del Nord;
  • 22,1% nel Sud e nelle Isole.

In termini semplici, in Calabria ha aderito poco più di una persona ogni sedici invitate. Questo indicatore misura la risposta agli inviti del programma organizzato: non significa che soltanto il 6,4% di tutti i calabresi abbia mai effettuato un controllo.

Il rapporto nazionale segnala inoltre che, nel biennio 2024–2025, la Calabria rientra tra le Regioni con un'estensione degli inviti inferiore al 90% della popolazione di riferimento. Occorre dunque lavorare sia sulla partecipazione sia sulla capacità di raggiungere regolarmente tutti gli aventi diritto.

Un'altra fotografia: molti non hanno mai fatto il test

La sorveglianza PASSI, basata su interviste alla popolazione, offre un dato complementare. Nel biennio 2023–2024, il 15,5% dei calabresi tra 50 e 69 anni ha riferito di aver effettuato, nei tempi considerati appropriati, un esame preventivo per il tumore colorettale; la percentuale italiana era del 47,4%.

Ancora più significativo: l'85,5% degli intervistati calabresi della fascia 50–69 anni ha dichiarato di non essersi mai sottoposto alla ricerca del sangue occulto nelle feci.

Non c'è contraddizione fra il 6,4% dell'Osservatorio e il 15,5% di PASSI: il primo misura la risposta agli inviti del 2025; il secondo stima, attraverso interviste relative al 2023–2024, gli esami preventivi svolti nei tempi raccomandati, anche al di fuori del programma organizzato. Sono popolazioni, periodi e indicatori diversi.

Vibo Valentia: i dati che richiedono attenzione

La scheda PASSI Calabria 2023–2024 contiene due informazioni specifiche per l'ASP di Vibo Valentia:

  • Il 7,9% degli intervistati ha riferito di aver ricevuto una lettera per eseguire lo screening colorettale.
  • Il 39,9% ha riferito di aver ricevuto il consiglio di un operatore sanitario di sottoporsi allo screening: la percentuale più elevata fra le cinque ASP calabresi considerate nella scheda.

È un contrasto che merita approfondimento. Ma attenzione a interpretarlo correttamente: il 7,9% non è il tasso di adesione dei vibonesi, né dimostra che il restante 92,1% non sia stato invitato. PASSI chiede della lettera ricevuta; le modalità di contatto possono includere anche SMS e altri canali. Inoltre si tratta di dati riferiti dagli intervistati, soggetti all'incertezza campionaria.

La domanda giusta è allora un'altra: quante persone vengono effettivamente raggiunte, con quali modalità, quante eseguono il test e quante completano gli approfondimenti necessari? Per rispondere servono dati amministrativi dell'ASP, aggiornati e pubblici.

Perché tanti cittadini non partecipano?

La motivazione più frequente non è la paura della colonscopia e nemmeno il costo. Nella sorveglianza PASSI Calabria, fra le motivazioni dichiarate da chi non ha eseguito il sangue occulto nei due anni precedenti, il 74,6% indica: «Penso di non averne bisogno».

È un dato culturalmente rilevante. Il significato dello screening è ancora poco compreso: chi non vede sangue nelle feci, non ha dolore e non ha disturbi può ritenere inutile fare un controllo.

Si devono però considerare anche aspetti organizzativi: efficacia degli inviti e dei solleciti, facilità di ritirare e riconsegnare il kit, comunicazione del risultato, tempi della colonscopia di approfondimento, ruolo delle farmacie e dei medici di famiglia. Questi sono ambiti da verificare e migliorare, non cause che i dati disponibili consentano di attribuire con certezza a Vibo Valentia.

Come funziona lo screening gratuito in Calabria

Per donne e uomini da 50 a 69 anni, senza sintomi e a rischio medio, il programma prevede la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni.

Il campione viene raccolto a casa con un piccolo dispositivo; per il test immunochimico usato nei programmi di screening non sono necessarie particolari restrizioni dietetiche. In Calabria l'invito può essere trasmesso tramite SMS, con indicazioni sul ritiro del kit presso le farmacie aderenti. Le modalità operative vanno sempre confermate con la propria ASP.

Se il risultato è negativo, si prosegue secondo la periodicità del programma. Se è positivo, questo non significa automaticamente avere un tumore, ma è necessario completare gli accertamenti con una colonscopia: non basta ripetere il test del sangue occulto per tranquillizzarsi.

Lo screening si rivolge alle persone senza sintomi. Chi presenta sangue visibile nelle feci, anemia sideropenica inspiegata, dimagrimento involontario o cambiamenti persistenti dell'alvo deve rivolgersi al medico senza aspettare il prossimo invito, anche se un precedente test era negativo. Chi ha una familiarità significativa può aver bisogno di controlli personalizzati e più precoci.

A Vibo Valentia: cosa fare se l'invito non arriva

Chi rientra nella fascia di screening e non ha ricevuto comunicazioni, o desidera verificare la propria posizione, può rivolgersi al Centro Screening Oncologici dell'ASP di Vibo Valentia.

Sede pubblicata dall'ASP: Viale G. Matteotti, Palazzo Rosano 1, Vibo Valentia. Recapiti pubblicati: 0963 962655 e 0963 962660. Orari indicati: dal lunedì al venerdì 9:00–13:00, martedì e giovedì anche 15:30–17:30.

Questi dati di contatto provengono da una pagina istituzionale pubblicata nel 2024: prima di recarsi allo sportello è prudente verificarne l'aggiornamento. Il medico di medicina generale può aiutare a chiarire l'indicazione allo screening, soprattutto in presenza di familiarità o sintomi.

La prevenzione non può dipendere soltanto dalla buona volontà del cittadino

Serve una comunicazione che raggiunga ogni avente diritto, ma anche un percorso semplice da completare: dall'invito al kit, dal risultato alla colonscopia quando indicata. Per capire se il sistema funziona occorre rendere leggibili e periodicamente disponibili cinque numeri: persone da invitare, persone effettivamente contattate, test eseguiti, test positivi e colonscopie di approfondimento completate nei tempi appropriati.

Medici di famiglia, farmacie, ASP e associazioni possono contribuire, ciascuno nel proprio ruolo. Il primo cambiamento, però, è anche culturale: non si fa prevenzione perché si hanno sintomi, ma per cercare di evitarne le conseguenze.

Se hai tra 50 e 69 anni, non hai sintomi e non segui già un programma personalizzato di controlli, verifica con la tua ASP se è il momento di eseguire il test gratuito. Se hai sintomi d'allarme, non aspettare lo screening: parlane con il medico.

Approfondisci: gli altri articoli della serie (clicca si link)

Fonti e riferimenti

  1. Osservatorio Nazionale Screening — La diffusione degli screening oncologici in Italia nel 2025. Dati sugli inviti e sulle adesioni allo screening colorettale.
  2. Istituto Superiore di Sanità / PASSI — Lo screening colorettale in Calabria, dati 2023–2024. Indicatori regionali e per ASP.
  3. Ministero della Salute — Screening per il cancro del colon-retto. Popolazione target, periodicità e colonscopia di approfondimento.
  4. AIRC — Screening oncologici in ogni Regione. Informazioni sulle modalità previste in Calabria.
  5. ASP Vibo Valentia — Screening oncologico: informazioni e contatti. Recapiti pubblicati nell'aprile 2024.

Informazione sanitaria a cura di medicinaeterritorio.com — I dati sono riferiti agli anni specificati. Articolo aggiornato al 29 ottobre 2026.

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