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lunedì 2 novembre 2026

Diabete: quali controlli fare per proteggere cuore, reni, occhi e piedi?

«Dottore, ho il diabete ma sto bene. Devo fare controlli anche se non ho disturbi?»

La risposta è sì. Il diabete, soprattutto quando dura da molti anni, può danneggiare progressivamente alcuni organi senza provocare sintomi evidenti.

La buona notizia è che molte complicanze possono essere prevenute, ritardate o individuate precocemente attraverso controlli periodici e cure appropriate.

Vediamo quali controlli sono importanti e perché non basta misurare soltanto la glicemia.

1. La glicemia non racconta tutta la storia

Una glicemia a digiuno soddisfacente è certamente un dato positivo, ma non è sufficiente per valutare il controllo del diabete.

L'emoglobina glicata, chiamata anche HbA1c, permette di stimare l'andamento medio della glicemia negli ultimi due o tre mesi.

Per molte persone adulte non in gravidanza si considera un obiettivo di HbA1c inferiore al 7%, ma il valore deve essere personalizzato.

Negli anziani fragili, in presenza di altre malattie o di rischio di ipoglicemia, possono essere appropriati obiettivi meno restrittivi.

In genere l'HbA1c viene controllata circa ogni tre mesi quando la terapia cambia o gli obiettivi non sono raggiunti; in condizioni stabili possono bastare due controlli annuali.

2. Il cuore: controllare pressione e colesterolo

Le persone con diabete presentano un rischio aumentato di malattie cardiovascolari, tra cui infarto e ictus.

Per questo il controllo della pressione arteriosa e del colesterolo è importante quanto quello della glicemia.

Durante le visite è opportuno verificare:

  • Pressione arteriosa.
  • Colesterolo LDL e altri parametri lipidici.
  • Abitudine al fumo.
  • Peso, circonferenza addominale e attività fisica.
  • Presenza di sintomi cardiovascolari.

Per molti adulti con diabete e ipertensione l'obiettivo pressorio è inferiore a 130/80 mmHg, se raggiungibile in sicurezza. Nei soggetti fragili deve essere personalizzato.

Importante: non è necessario eseguire automaticamente elettrocardiogramma, ecocardiogramma o test da sforzo con cadenza annuale in tutte le persone senza sintomi. Gli accertamenti cardiologici dipendono dal rischio individuale e dalle indicazioni cliniche.

3. I reni: due esami che possono fare la differenza

Il diabete può compromettere progressivamente la funzione dei reni.

Le alterazioni renali possono comparire prima che si manifestino gonfiore, stanchezza o altri disturbi.

Gli esami fondamentali sono due:

  • Creatinina nel sangue con stima del filtrato glomerulare (eGFR): indica la capacità dei reni di filtrare il sangue.
  • Rapporto albumina/creatinina nelle urine (UACR): può individuare una perdita anomala di albumina, anche nelle fasi iniziali del danno renale.

Nel diabete di tipo 2 questi controlli sono raccomandati fin dalla diagnosi e almeno una volta all'anno.

Nel diabete di tipo 1, generalmente, lo screening annuale inizia dopo cinque anni di malattia.

Chi presenta una malattia renale già diagnosticata può avere bisogno di controlli più frequenti.

Da ricordare

Un semplice esame urine standard non sostituisce il rapporto albumina/creatinina urinaria. Anche un valore alterato di UACR deve essere interpretato e, quando necessario, confermato dal medico.

4. Gli occhi: la retinopatia può iniziare senza disturbi

Il diabete può danneggiare i piccoli vasi sanguigni della retina.

Nelle prime fasi la retinopatia diabetica può non provocare alcun problema visivo. Aspettare di vedere male significa rischiare di arrivare tardi.

Per le persone con diabete di tipo 2 è raccomandato un esame del fondo oculare alla diagnosi.

Nel diabete di tipo 1, negli adulti, il primo controllo viene generalmente programmato entro cinque anni dall'esordio.

Successivamente la frequenza dipende dai risultati: spesso è annuale; in determinate persone con esami ripetutamente normali e buon compenso si può considerare un intervallo di uno o due anni.

In presenza di retinopatia, i controlli possono diventare più frequenti.

Una normale misurazione della vista non sostituisce lo screening della retina.

5. I piedi: una visita semplice può prevenire problemi gravi

Una delle complicanze più importanti è la neuropatia diabetica, che può ridurre la sensibilità dei piedi.

Piccole ferite, scarpe strette o callosità possono passare inosservate e trasformarsi in lesioni difficili da guarire.

Almeno una volta all'anno è raccomandato un esame completo dei piedi, comprendente:

  • Ispezione della pelle e delle unghie.
  • Valutazione della sensibilità con monofilamento da 10 grammi e altri test neurologici.
  • Controllo dei polsi periferici.
  • Ricerca di deformità e zone di pressione.

Le persone con neuropatia, arteriopatia o precedenti ulcere devono essere controllate più spesso.

Cosa fare ogni giorno a casa?

  • Osservare entrambi i piedi, anche tra le dita.
  • Lavare e asciugare accuratamente i piedi.
  • Indossare scarpe comode e controllarne l'interno.
  • Evitare di camminare scalzi, soprattutto in presenza di perdita di sensibilità.
  • Non trattare autonomamente calli o lesioni con strumenti taglienti.

Una nuova ferita, un piede improvvisamente gonfio, caldo o arrossato, soprattutto in presenza di neuropatia, richiede una valutazione tempestiva.

6. Quali controlli e con quale frequenza?

La tabella seguente riassume un programma orientativo per un adulto con diabete di tipo 2. Le scadenze vanno sempre adattate alla situazione clinica.

Controllo Frequenza orientativa
Emoglobina glicata (HbA1c) Ogni 3–6 mesi, secondo il compenso
Pressione arteriosa A ogni visita di routine o almeno ogni 6 mesi
Profilo lipidico Generalmente annuale; anche prima dopo modifiche terapeutiche
Creatinina, eGFR e UACR Almeno annualmente; più spesso se necessario
Controllo della retina Alla diagnosi e poi generalmente annuale o ogni 1–2 anni in casi selezionati
Valutazione dei piedi Almeno annuale; più frequente nei pazienti a rischio
Revisione dei farmaci, peso e stile di vita Durante i controlli periodici

Schema orientativo per adulti, soprattutto con diabete di tipo 2. Non sostituisce un piano di follow-up personalizzato.

7. La prevenzione non dipende soltanto dagli esami

Gli esami sono strumenti utili, ma prevenire le complicanze richiede anche interventi quotidiani:

  • Seguire un'alimentazione equilibrata, ispirata alla tradizione mediterranea.
  • Camminare regolarmente e praticare attività fisica adeguata.
  • Non fumare.
  • Assumere correttamente i farmaci prescritti.
  • Controllare pressione, colesterolo e glicemia.
  • Rispettare le visite di controllo.

Per alcune persone con diabete di tipo 2 e rischio cardiovascolare o renale elevato, esistono anche terapie con benefici protettivi che vanno oltre la riduzione della glicemia.

La scelta deve essere effettuata dal medico sulla base delle condizioni cliniche, della funzionalità renale e delle eventuali controindicazioni.

8. Quando non aspettare il controllo programmato?

Alcuni sintomi richiedono una valutazione rapida:

  • Perdita improvvisa della vista o alterazioni visive acute.
  • Dolore toracico, difficoltà respiratoria importante o segni di ictus: chiamare immediatamente il 112.
  • Ferita del piede che non guarisce, arrossamento importante o segni di infezione.
  • Improvviso gonfiore e calore di un piede, soprattutto se la sensibilità è ridotta.
  • Ipoglicemie frequenti o gravi.

9. Il ruolo del medico di famiglia

Il medico di medicina generale può contribuire in modo decisivo alla prevenzione delle complicanze, coordinando il programma di controlli, valutando gli esami, aggiornando le terapie e indirizzando agli specialisti quando necessario.

L'obiettivo è evitare che ciascun accertamento rimanga isolato: la salute del paziente va considerata nel suo insieme.

Il messaggio finale

Il diabete può essere controllato e molte sue complicanze possono essere prevenute. Non aspettare che compaiano i sintomi: proteggere cuore, reni, occhi e piedi significa programmare controlli regolari e intervenire tempestivamente quando qualcosa cambia.

Gli articoli della nostra serie sul diabete

Riferimenti scientifici

  1. American Diabetes Association. Retinopathy, Neuropathy, and Foot Care: Standards of Care in Diabetes—2026.
  2. American Diabetes Association. Chronic Kidney Disease and Risk Management: Standards of Care in Diabetes—2026.
  3. American Diabetes Association. Cardiovascular Disease and Risk Management: Standards of Care in Diabetes—2026.
  4. American Diabetes Association. Glycemic Goals, Hypoglycemia, and Hyperglycemic Crises: Standards of Care in Diabetes—2026.

Informazioni divulgative, non sostitutive della valutazione medica individuale.


Dr Francesco Mellea
medicinaeterritorio.com

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