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sabato 31 ottobre 2026

Ho la glicemia a 110: sono diabetico?


Un valore appena superiore alla norma può creare preoccupazione. Vediamo quando occorre intervenire e quali esami sono davvero utili.

«Dottore, ho ritirato gli esami e la glicemia è 110. Devo preoccuparmi? Ho il diabete?»

È una domanda che sentiamo spesso negli ambulatori.

La risposta è: no, una glicemia a digiuno di 110 mg/dL non significa avere il diabete. Tuttavia, non è un valore da ignorare.

Quali sono i valori normali della glicemia?

Secondo i criteri dell'American Diabetes Association (ADA), per un adulto non in gravidanza, la glicemia misurata in laboratorio dopo almeno otto ore di digiuno si interpreta così:

Glicemia a digiuno Significato
Inferiore a 100 mg/dL Nella norma
Da 100 a 125 mg/dL Glicemia alterata a digiuno
Da 126 mg/dL in su Valore compatibile con diabete, da confermare

Una precisazione: l'Organizzazione Mondiale della Sanità utilizza 110 mg/dL come limite inferiore della categoria denominata glicemia alterata a digiuno. Le due classificazioni, quindi, non sono perfettamente sovrapponibili.

In entrambi i casi, 110 mg/dL non è una diagnosi di diabete.

Che cosa significa avere una glicemia di 110?

Significa che l'organismo potrebbe iniziare a regolare il glucosio con minore efficienza.

Una possibile causa è l'insulino-resistenza: i tessuti rispondono meno efficacemente all'azione dell'insulina e il pancreas deve lavorare di più per mantenere la glicemia sotto controllo.

Ma non possiamo stabilirlo da un singolo esame.

Il valore può essere influenzato anche da condizioni temporanee, come malattie acute, stress fisiologico, alcuni farmaci o variazioni delle abitudini alimentari.

Che cos'è il prediabete?

Il prediabete è una condizione nella quale i valori glicemici sono superiori alla norma, ma non raggiungono le soglie diagnostiche del diabete.

Non significa che la persona svilupperà inevitabilmente la malattia.

È soprattutto un segnale che offre la possibilità di intervenire precocemente.

Il rischio è maggiore quando sono presenti sovrappeso addominale, sedentarietà, familiarità per diabete, ipertensione e altri fattori metabolici.

Quali esami sono utili?

Il medico può valutare, secondo il singolo caso:

1. Ripetizione della glicemia a digiuno

Per verificare se l'alterazione è persistente.

2. Emoglobina glicata (HbA1c)

Fornisce informazioni sulla glicemia media degli ultimi due o tre mesi.

  • Inferiore al 5,7%: nella norma secondo ADA.
  • Dal 5,7% al 6,4%: intervallo di prediabete.
  • Dal 6,5% in su: valore diagnostico per diabete, da confermare quando necessario.

3. Curva da carico orale di glucosio (OGTT)

In situazioni selezionate, il medico può richiedere un test con 75 grammi di glucosio e misurazione della glicemia dopo due ore.

Gli esami non sono tutti necessari per ogni paziente. La scelta dipende dal quadro clinico.

La glicemia a 110 richiede farmaci?

Non necessariamente, e nella maggior parte dei casi non è questo il primo intervento.

La priorità consiste nell'identificare gli eventuali fattori di rischio e migliorare le abitudini quotidiane.

Alcune azioni concrete sono:

  • Raggiungere o mantenere un peso salutare.
  • Camminare regolarmente e ridurre la sedentarietà.
  • Preferire verdure, legumi, cereali integrali e alimenti ricchi di fibre.
  • Ridurre le bevande zuccherate.
  • Limitare gli alimenti ricchi di zuccheri aggiunti e grassi saturi.

Per alcune persone con prediabete e rischio particolarmente elevato, il medico può valutare anche un trattamento farmacologico preventivo.

Un valore di 110 può tornare normale?

Sì, è possibile.

Il miglioramento dello stile di vita può ridurre la glicemia e il rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

Non serve cercare risultati immediati né eliminare completamente pane, pasta o frutta. Conta soprattutto l'insieme delle abitudini e la loro continuità.

Il messaggio da ricordare

Una glicemia a digiuno di 110 mg/dL non è diabete, ma è un'occasione per occuparsi della propria salute.

Non bisogna allarmarsi, ma nemmeno ignorare il risultato.

Parlane con il tuo medico, che valuterà quando ripetere gli esami e quali interventi sono più indicati.


Continua la nostra serie sul diabete

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Riferimenti bibliografici

  • American Diabetes Association Professional Practice Committee. Diagnosis and Classification of Diabetes: Standards of Care in Diabetes—2026. Diabetes Care. 2026;49(Suppl. 1). Consulta le raccomandazioni.
  • National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK). Diabetes Tests & Diagnosis. Consulta la guida.
  • World Health Organization. Definition and diagnosis of diabetes mellitus and intermediate hyperglycemia. 2006.

medicinaeterritorio.com

Dr Francesco Mellea

Informazione, prevenzione e salute

 

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