domenica 23 settembre 2012

Farmaci generici ed equivalenti nella pratica ambulatoriale del Medico di Medicina Generale


Un bel Corso di formazione E.C.M. si è tenuto nella sede dell'Ordine dei Medici di Vibo Valentia organizzato dalla FIMMG regionale nella persona del Dr. Giuseppe Varrina Segretario regionale, nonché medico di famiglia e medico legale.
L'argomento trattato è stato "I farmaci generici ed equivalenti nella pratica ambulatoriale del Medico di Famiglia" argomento scottante e di grande attualità per le recenti legge regolatorie emesse dal governo che restringono il campo della prescrittibilità da parte dei medici, dovendo il paziente usare un genericato se non vuole pagare la differenza (1,5 euro) con un farmaco di marca, mentre uguale è rimasta la responsabilità medico legale del Medico di Famiglia.
Relatore del corso è stato il professor  Luca Gallelli Ordinario di Farmacologia presso l'Università degli studi di Catanzaro a cui abbiamo rivolto delle domande e a cui volentieri ha risposto.
Ha introdotto i lavori il Dr. Piero Vasapollo presidente della SIMG regionale Calabria chiedendosi se i farmaci generici o meglio dire genericati fossero una opportunità per il paziente e per il medico che li prescrive.
I farmaci generici che sono farmaci analoghi a quelli di marca e che possono essere venduti dopo che il brevetto di un farmaco che dura 20 anni è scaduto, non rappresentano  secondo Vasapollo nessun vantaggio economico perchè per lo Stato il costo è lo stesso e il piccolo prezzo aggiuntivo è a carico del paziente e non si carica sulle casse della collettività. A causa della burocrazia che è necessaria per la registrazione dei vari generici  e per il controllo che devono essere effettuati dagli organi vigilanti vi è nel SSN un incremento di spesa e vi può essere il rischio reale di spostamento delle prescrizioni da un farmaco senza brevetto e dal costo ridotto verso farmaci con brevetto e più costosi.
Dal punto di vista medico i farmaci generici possono differire dal farmaco originale  del 5% per quanto riguarda la composizione molecolare,  ma la bioequivalenza (cioè la concentrazione nel sangue del principio attivo) può variare del 20% e vi possono inoltre essere differenze negli eccipienti  alcuni dei quali potrebbero dannosi per il paziente e infine le confezioni di marca diversa, che di volta in volta il farmacista può fornire, possono determinare confusione nei pazienti specie in quelli anziani.
Il dottor Vasapollo auspica che anche in Italia venga costruito un manuale simile all'Orange Book  presente in America dove l'affidabilità dei generici viene sancita con adeguata  sicurezza.
Il professor Gallelli  ha svolto una puntuale relazione sulla equivalenza tra farmaci generici e farmaci di marca originatori, sottolineando come essi non siano identici tra loro, ma differiscono quel tanto che per prudenza occorrerebbe  effettuare studi farmacologici puntuali di bioequivalenza. La differenza tra farmaco originale e farmaco generico incide sulla sicurezza nella cura del paziente.
E' addirittura possibile  che, poiché vi sono farmaci che variano del 20 e del 30% tra due confezioni di marche diverse assunte consecutivamente, possano portare variazioni doppie del 40 e 60% nella bioequivalenza. Ciò è quantomeno discutibile e necessita di più appofonditi studi.

Interessanti conclusioni sia sulle linee guida EMEA sia sulla Metanalisi recente pubblicata sulla nota rivista Plos One.
Ha concluso il dibattito il dottor Varrina che si è soffermato lungamente sugli aspetti medico legali della prescrizione e su alcune particolarità riscontrabili solo nella regione Calabria. 
Varrina ha fornito infine un vademecum prescrittivo chiaro ed esauriente ad uso del medico prescrittore.

Pubblico delle feste nella sala dell'Ordine dei Medici. Segno di grande interessamento e della grande apprensione con cui la categoria vive i cambiamenti.
                                                                                                 Franco Mellea

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