IL MONDO DELLE DIETE
Eliminare quasi completamente pane, pasta e zuccheri per dimagrire rapidamente: una strategia efficace o una moda alimentare con qualche rischio?
«Dottore, vorrei provare la dieta chetogenica. Mi hanno detto che posso mangiare formaggi, uova e carne e dimagrire senza soffrire la fame».
È una domanda sempre più frequente. La dieta chetogenica è diventata popolare perché promette risultati relativamente rapidi, soprattutto nelle prime settimane.
Ma perdere peso non significa automaticamente migliorare la salute. E soprattutto non tutte le persone possono seguire questa dieta con sicurezza.
Che cos'è la dieta chetogenica?
La dieta chetogenica è un'alimentazione caratterizzata da una riduzione molto marcata dei carboidrati, generalmente fino a circa 20–50 grammi al giorno, con una quota elevata di grassi e una quantità di proteine variabile secondo il protocollo.
Quando l'apporto di carboidrati diventa molto basso, l'organismo riduce la disponibilità di glucosio proveniente dall'alimentazione e aumenta la produzione epatica di corpi chetonici, utilizzabili come fonte energetica da diversi tessuti.
Questo stato metabolico prende il nome di chetosi nutrizionale e non deve essere confuso con la chetoacidosi diabetica, una condizione patologica potenzialmente grave.
Che cosa si mangia?
Una dieta chetogenica comprende generalmente uova, pesce, carne, olio extravergine di oliva, frutta secca, alcuni latticini e verdure povere di carboidrati.
Vengono invece fortemente limitati pane, pasta, riso, patate, legumi, molti tipi di frutta, dolci e bevande zuccherate.
Nella nostra tradizione calabrese questo significa modificare profondamente abitudini quotidiane come mangiare pane integrale, pasta con verdure, ceci, fagioli e frutta di stagione.
Una precisazione importante: la dieta chetogenica non è necessariamente una dieta ricca di carne e burro. Anche la qualità dei grassi conta: privilegiare olio extravergine, pesce e frutta secca è generalmente più favorevole rispetto a un'alimentazione ricca di grassi saturi.
Perché si dimagrisce rapidamente?
Nelle prime settimane il peso può diminuire sensibilmente per diversi motivi:
- riduzione delle riserve di glicogeno e dell'acqua associata;
- possibile riduzione dell'appetito;
- maggiore selezione degli alimenti e conseguente riduzione spontanea delle calorie;
- perdita di massa grassa quando si realizza un deficit energetico.
Attenzione però: non tutti i chilogrammi persi inizialmente sono grasso corporeo.
E soprattutto, se confrontata con altre diete ben strutturate, la chetogenica non mostra una superiorità costante nel mantenimento del peso a lungo termine.
Può migliorare il diabete?
Riducendo notevolmente i carboidrati, la glicemia dopo i pasti tende a diminuire. In alcune persone con diabete di tipo 2 si osservano miglioramenti della glicemia e dell'emoglobina glicata nel breve periodo.
Ma gli studi che confrontano la dieta chetogenica con altri regimi alimentari non dimostrano un vantaggio stabile in tutti i pazienti.
L'American Diabetes Association, nelle raccomandazioni del 2026, considera la riduzione dei carboidrati una possibile strategia individualizzata, ma continua a sottolineare l'importanza della qualità degli alimenti, della sostenibilità della dieta e della prevenzione cardiovascolare.
Un'avvertenza fondamentale: chi assume insulina o sulfaniluree può andare incontro a ipoglicemia se modifica bruscamente l'alimentazione senza adeguare la terapia.
In chi assume farmaci della classe SGLT2-inibitori, la dieta chetogenica deve essere evitata per il rischio di chetoacidosi, anche con glicemia non particolarmente elevata.
E il colesterolo?
Qui emerge uno degli aspetti più discussi.
La dieta chetogenica può ridurre i trigliceridi e aumentare il colesterolo HDL, ma in alcune persone provoca anche un aumento significativo del colesterolo LDL.
Una revisione sistematica e metanalisi pubblicata nel 2024 su 27 studi randomizzati ha osservato miglioramenti di peso, trigliceridi e glicemia, accompagnati però da un aumento medio del colesterolo LDL.
Questo significa che non possiamo giudicare una dieta soltanto da quanti chilogrammi fa perdere: dobbiamo considerare il rischio cardiovascolare complessivo.
Quali sono gli effetti indesiderati?
Durante l'adattamento possono comparire:
- cefalea e stanchezza;
- nausea e disturbi gastrointestinali;
- stitichezza, spesso legata alla riduzione delle fibre;
- maggiore perdita di acqua e alterazioni degli elettroliti;
- possibili carenze nutrizionali se la dieta è poco variata.
In alcuni soggetti possono verificarsi problemi più rilevanti, soprattutto quando esistono patologie pregresse, terapie farmacologiche o un'alimentazione squilibrata.
Chi dovrebbe evitarla?
Le diete fortemente restrittive in carboidrati non sono generalmente raccomandate in gravidanza e allattamento, nei bambini al di fuori di specifici protocolli terapeutici, nelle persone con malattie renali o disturbi del comportamento alimentare.
Sono inoltre necessarie valutazioni specialistiche in caso di malattie epatiche, importanti alterazioni lipidiche, patologie cardiovascolari o terapia con farmaci che possono interagire con il cambiamento metabolico.
Non bisogna confondere la dieta chetogenica seguita autonomamente per dimagrire con i protocolli chetogenici clinici, che hanno indicazioni, composizione e controlli specifici.
La chetogenica è utilizzata anche come terapia?
Sì. Esiste un impiego medico consolidato delle terapie dietetiche chetogeniche in alcune forme di epilessia farmacoresistente, soprattutto in età pediatrica.
In questi casi non si tratta di una dieta dimagrante, ma di una terapia nutrizionale gestita da un'équipe specialistica.
La presenza di indicazioni terapeutiche precise non significa che la stessa dieta sia adatta indiscriminatamente a tutta la popolazione.
Dieta mediterranea o chetogenica?
| Aspetto | Mediterranea | Chetogenica |
|---|---|---|
| Carboidrati | Presenti, preferibilmente integrali e ricchi di fibre | Fortemente ridotti |
| Dimagrimento | Efficace se personalizzata e sostenibile | Spesso rapido inizialmente |
| Protezione cardiovascolare | Evidenze cliniche consolidate | Effetti variabili; possibile aumento LDL |
| Fibre alimentari | Generalmente abbondanti | Da pianificare attentamente |
| Mantenimento nel tempo | Generalmente più flessibile | Spesso impegnativo per le restrizioni |
Il nostro giudizio
La dieta chetogenica non è una truffa e non è necessariamente una cattiva dieta. Può essere uno strumento terapeutico utile in situazioni selezionate.
Ma non è una soluzione miracolosa, non è indispensabile per perdere peso e non dovrebbe essere proposta come scelta universale.
Se l'obiettivo è migliorare stabilmente salute metabolica, peso corporeo e rischio cardiovascolare, un modello alimentare mediterraneo, adattato alle necessità della persona, rimane generalmente una scelta più semplice da sostenere e meglio documentata sul piano della prevenzione.
Il messaggio da ricordare:
La dieta migliore non è quella che fa scendere più velocemente l'ago della bilancia, ma quella che permette di migliorare la salute e mantenere i risultati nel tempo, senza rischi inutili.
Per approfondire
Questo articolo fa parte della serie Il mondo delle diete.
Leggi anche: Dieta mediterranea: è davvero la migliore per la nostra salute?
Fonti scientifiche
- American Diabetes Association. Standards of Care in Diabetes 2026, sezione 5. Documento scientifico.
- American Diabetes Association. Standards of Care in Diabetes 2026, sezione 8. Obesità e controllo del peso.
- Popiolek-Kalisz J. Ketogenic diet and cardiovascular risk. Current Problems in Cardiology, 2024. PubMed.
- Impact of the ketogenic diet on cardiovascular disease risk factors. American Journal of Clinical Nutrition, 2024. Articolo scientifico.
- International League Against Epilepsy. Ketogenic Diet Therapies. Risorse scientifiche.
Articolo divulgativo. Le informazioni non sostituiscono una valutazione medica e nutrizionale individuale.

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